Un falso mito: in caso di malattia sono “coperto” dallo Stato

Per quel che riguarda l’aspetto medico-sanitario vivere in Italia è sicuramente un vantaggio rispetto a molte altre nazioni, però non è tutto l’oro quel che luccica e molte persone hanno una percezione un po’ esagerata della “copertura” garantita dal Servizio Sanitario Nazionale o dall’Inail.

Il tema della previdenza sociale a seguto di malattie è sicuramente complesso e ricco di casistiche e clausole, in questo articolo provo a fare a fare un po’ di chiarezza, rimandando ad una consulenza individuale eventuali chiarimenti.

Lavoratori dipendenti

In caso di MALATTIE TEMPORANEE (influenze, ma anche operazioni chirurgiche) un lavoratore dipendente deve sicuramente essere grato all’INPS ed anche, seppur in una piccola parte, al proprio davore di lavoro. La malattia viene infatti pagata dal datore di lavoro e rimborsata dall’ Istituto Nazionale Previdenza Sociale, INPS appunto, tranne i primi 3 giorni e fino ad un massimo di 180 giorni. Lo stipendio dal lavoratore sostanzialmente non cambia a seguito della sua malattia, le uniche spese che deve sostenere sono quelle per i medicinali e la riabilitazione in seguito ad un’operazione.

In caso di MALATTIE CHE COMPROMETTONO IL RITORNO AL LAVORO le cose invece sono molto diverse: se la malattia è professionale interviene la protezione Inail (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) altrimenti si è protetti dall’INPS con una pensione di invalidità se la malattia è gravissima (superiore al 66%). Inoltre bisogna tenere a mente che:

  • La pensione di invalidità è mediamente pari a circa 500€ al mese (esempio di un 40 enne, con 15 anni di contributi e uno stipendio lordo di 2.000€ al mese);
  • L’assenza per malattia per un periodo superiore al periodo di comporto (numero massimo di giorni di assenza per malattia previsti dal contratto di categoria, minimo 6 mesi massimo 18 mesi) può essere causa di licenziamento;
  • Un’invalidità permanente superiore al 66% può essere causa di licenziamento per giustificato motivo (L.402/68- art.10).

Lavoratori autonomi

In caso di MALATTIE TEMPORANEE non esistono coperture.

in caso di MALATTIE CHE COMPROMETTONO IL RITORNO AL LAVORO O LA POSSIBILITA’ STESSA DI LAVORARE la situazione non migliora di molto.

L’INAIL riconosce le malattie professionali solo agli artigiani, a tutti gli altri professionisti non è riconosciuta la malattia professionale. L’INPS interviene solo in caso di malattia gravissima (superiore al 66%) e con una pensione media di 500 euro al mese.

La soluzione di Allianz?

Tra le tante soluzioni proposte da Allianz porto qui un esempio che evidenzia le zone di scopertura del suppur buono sistema di previdenza Sanitaria in Italia.

PIPPO, lavoratore dipendente di 35 anni. Sceglie di assicurarsi con ALLIANZ1 INVALIDITA’ PERMANENTE DA MALATTIA. sceglie le seguenti opzioni:

capitale assicurato: 70.000

franchigia del 25%

Rendita vitalizia di 500 euro al mese in caso di invalidità superiore al 66%

IMPORTO: 9,44 al mese

PIPPO è colpito da Insufficienza renale Cronica (percentuale riconosciuta del 50%)

Allianz riconosce a PIPPO 35.000 EURO . L’INPS assolutamente nulla

PIPPO è colpito da grave ictus. (invalidità riconosciuta oltre il 66%)

Allianz riconoce a PIPPO 70.000 euro e 500 euro al mese che si aggiugono alla pensione di invalidità riconosciuta dall’Inps anch’essa di 500 euro circa.

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