Come possiamo ottenere (di più) dalle persone?
È questa la principale sfida dei manager.
Il tema della motivazione e del coinvolgimento è un tema complesso e veramente articolato. Io, molto spesso, per cercare di “farlo digerire” ai miei corsisti e ai miei clienti, in aula propongo una serie di metafore che si rifanno alla Storia dell’umanità.
EGIZI E ROMANI – la costrizione
Nell’antichità la modalità di “persuasione” era soprattutto la Forza. Le guerre servivano a conquistare nuovi territori ma anche a ottenere schiavi. Una schiavitù che serviva per costruire piramidi e palazzi, servire nelle case, divertire negli anfiteatri….
MEDIO EVO – protezione
L’ invasione dei barbari ha generato paura e terrore e gli unici in grado di garantire protezione erano i vescovi nelle città e i Signori nelle campagne.
In cambio della protezione i contadini lavoravano nei campi.
Non è costrizione: è sopravvivenza.
RIVOLUZIONE INDUSTRIALE – il riconoscimento economico
Con la rivoluzione industriale molti contadini lasciano la terra per la fabbrica. Il salario permette di vivere con maggiore serenità: una stagione fredda non fa più paura e con i soldi si possono acquistare beni di prima necessità.
TEMPO LIBERO – il piacere
Ma i soldi non sono tutto. Nel 900 la protezione non è più vista come una emergenza ma come una condizione acquisita.
Si comincia così a dedicare una parte del proprio tempo alle cose che ci danno piacere: nasce il tempo libero, si formano associazioni sportive, musicali, ricreative, assistenziali, ecc..
È il mondo del volontariato, dell’ associazionismo dove le le cose si fanno per piacere e il riconoscimento economico passa in secondo piano.
Si suona, si va a correre, ci si alza presto la mattina o si fa tardi la notte per motivazioni personali e soggettive che vanno al di là della necessità di mangiare.
CONCLUSIONI
Per decenni abbiamo pensato che le persone lavorassero per tre grandi motivi:
- La costrizione (“una busta paga la devo portare a casa”)
- La protezione (“il lavoro mi annoia ma è un posto sicuro”)
- il salario (dove trovo un altro posto che mi danno questi soldi?)
Sono stati i pilastri della collaborazione umana per migliaia di anni.
In questi ultimi anni, complici anche il covid, lo smart working, le grandi dimissioni, le questioni demografiche, ecc.. queste leve continuano a esistere, ma non bastano più.
Viviamo in una società dove le persone si muovono per identità e piacere.
Ed è qui che si gioca la vera sfida delle organizzazioni moderne — soprattutto nel terzo settore.
Le organizzazioni che ottengono il massimo dalle persone sono quelle che riescono a offrire un motivo per esserci, non solo un ruolo da ricoprire.
Un’identità, non solo un compito.
Un senso, non solo un contratto.
Nelle tue squadre prevale ancora la spinta del “contratto” o quella del “senso”?
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